ALBA

Poi è venuto il tuo sorriso a illuminare la notte,

a rassicurare il mio spaesato pulsare contro il tuo odore.

Lo sconosciuto che essere che eri

mi ha reso familiare il nostro esistere scuro e vellutato:

nell’attimo in cui tu diventi me

e io un po’ altro,

un altro che tu mi hai regalato.

Vedo quello che sarebbe.

Non vedo te perchè non so chi sei,

ma so che saresti.

Più di ogni mio pensare.

2 notes   -  30 March 2012

ALTRO(VE)

Tu che sai dirmi cose che non esistono altrove,  

tu che non te ne vai.

Resti fermo in quel punto in me che non trovo e in cui non so quando sei entrato.

Tu devi sapere di tutte le cose che voglio e che non conosco.

Evochi in me immagini già vissute senza che lo siano,

mani,

dita,

nodi;

e la pelle, senza distinzione.

Ma con te sembra tutto più lucido e più scuro,

come le profondità brillanti che devi avere dentro,

come quel mondo splendido che forse non vedremo mai.

Io

da qualche parte

so che

siamo.                                                     

4 notes   -  18 March 2012

PER TE.

Ho pezzi di te chiari in mente senza aver capito chi sei.

Mi basterebbero gli zigomi, o le dita. 

Vorrei scorrerti le ossa, seguirne i profili a occhi chiusi.

Vederti per la prima volta così.

Ho guardato il tuo mondo,

ho sentito i tuoi occhi accarezzare le cose, 

sceglierle per me.

Anche se per me non lo era.

Fa male senza sapere perchè.

Immagino pezzi freddi di sorrisi,

di voglie uccise senza riuscirci.

Le mie ossa a riempirti le mani strette,

il tuo respiro a mangiare il mio.

e l’ebbrezza leggera che almeno fino alla luce

non mi farà sentir dolore.

Saprai del nero avvolgente che lasci,

degli odori colorati che evochi.

Dovresti impedirmi di andare, di tornare da me ogni volta.

Dovresti prenderti il mio stomaco e non rimandarlo indietro.

Dovresti rubare il mio sentire e farmi sentire come è starti dentro.

Davvero.

4 notes   -  14 March 2012

2
strange things on my head.

NON RICORDO.

Mi pentirò di essermi sforzata,

di aver finto di ignorare quanto spesso il mio pensiero ha scelto di posarsi sull’immagine di te, scura e indefinita.

Devo aver seguito i tuoi contorni elastici almeno mille volte,

e ancora l’unica cosa che ricordo sono gli occhi strani,

le mani che arruffano i capelli.

3 notes   -  10 March 2012

‎Tu non c’eri. Non c’eri. Eppure ti sentivo come si sente l’angoscia, come si sente l’abbandono. Ti sentivo nelle ossa, nel silenzio, ti sentivo solo io. Solo e sempre io, mentre tutto quanto intorno mi diceva che tu non c’eri. Marco Conidi 
176 notes   -  29 February 2012

272

Parlo troppo. Pure con le mani.

Ho polsi magri, le ossa ci premono contro.

Loro sono facili da costringere, anche solo con le tue cinque dita.

Il resto no.

Ma mi aspetto che provi.

1 note   -  27 February 2012

ho follemente sperato che i lividi curassero le mie ferite,
senza crearmene di nuove.
me
1 note   -  23 February 2012

212

Sono talmente abituata a queste scomparse lente e diluite che le sento prima che avvengano.

E l’unica cosa a regalarmi stupore e’ il rimanere voluto, sentito e ingombrante.

1 note   -  21 February 2012

La sofferenza è una specie di bisogno dell’organismo di prendere coscienza di uno stato nuovo. Marcel Proust 
51 notes   -  20 February 2012

31

E cerchiamo affannati qualcosa che sappiamo non potremmo mai avere.

E speriamo in miracoli e congiunzioni astrali che all’improvviso cambieranno tutto e finiranno per dare la ragione al nostro sentire.

Perché pensiamo che basti sentire per far sì che sia. 

Pretendiamo quella cosa assurda che comprende un’esclusiva triste e immorale, ma che comunque continuiamo a volere.

Pensiamo a costruire scenari alternativi ignorando beatamente che l’unico che si verificherà sarà quello che non avevamo previsto.

Costruiamo ogni minimo dettaglio delle situazioni per le quali fremiamo e finiamo per recitare l’immagine peggiore che avevi in mente: quella di chi guarda la vita scorrere seduto sulla pietra fredda di un molo marcio.

E poi quegli odori che odi e che ti rammaricherai di aver perso quando abbandoneranno anche l’ultima fibra. E i colori che diventeranno gli unici con i quali riuscirai a colorare ogni cosa che vedi.

Perchè così funziona, per quasi tutti: uno fluire confuso di esseri intercambiabili, uno scorrere malsano di voci dimenticabili.

2 notes   -  20 February 2012

“Voglio dirti che forse non siamo stati un bel sogno ma neppure una brutta realtà. Voglio dirti che si possono percorrere anni luce in una sola notte. Che c’è chi si sente l’anima gemella di un altro, chi bestemmia amore fuori senza averne dentro, chi inganna il silenzio con finte parole, chi si spreca nei letti di chiunque. E poi ci siamo noi che dove siamo stati non lo so, ma siamo stati qualcosa comunque.”

Massimo Bisotti

  -  17 February 2012

La carta è stronza e ti taglia quando meno te lo aspetti.
Come la vita.
me
3 notes   -  17 February 2012

217

A volte scorgi pezzi di te che non credevi di avere.

o meglio: pezzi che credevi diversi. Tu ti credevi diversa e poi ti confronti, ti rivedi negli altri come se fossero specchi e ti scopri diversa.

Come se la te che vive nella tua testa fosse solo una versione più colorata e netta di quella che invece sei nella realtà.

E poi capisci che sono anche le paure a renderti quello che che sei e che non credevi di essere, mille piccoli mattoncini di stupide paure che costruiscono questo muro sottile di carta scura e cambia il colore della luce, che ti oscura in un modo poco attraente.

Io ho paura.

Paura delle percezioni distorte, dei giudizi sbagliati e ancora di più di quelli giusti che sai ti faranno più male. Ho paura di pensare e finisce però che penso sempre troppo.

Temo la potenza sorde di quel sentire violento che pochi capiranno, temo la fretta di chi non vede l’aprirsi lento alle cose, temo questo temere che rende più facile l’assaggiare del mangiare.

Mi odio quando tutto il terrore mi avvolge e mi cambia, quando mi rende diversa da quel che sono; non perchè non mi son guardata bene, ma perchè perdere quando non sono ancora tutta me, allevia un po’ l’odio sordo e noioso che mi rivolgo contro.

Ci vuole pazienza. E una mano forte.

Mi ci vuole pazienza e una barriera più debole

1 note   -  17 February 2012

118
<3



Theme Chunk 5, by Max davis.