IL TEMPO CHE TORNA.

Dovrebbe accadere in un giorno così: non freddo, non caldo; con questo vento leggero e profumato che mi accarezza le braccia: lo sento sulle caviglie.

Aprirò la finestra perchè entri meglio e mi invada anche altrove.

Poi riordinerò un po’ intorno e rimanderò il momento: è giusto che arrivi in ritardo anche lì.

Quando mi siederò sarà già troppo tardi, ma le parole pioveranno sullo schermo bianco come pioggia estiva.

Ce ne saranno per te, che sei stato il fratello che non ho mai avuto e hai cambiato idea quando ormai la cosa non poteva cambiare; per te che sei stata l’amica nascosta di una vita intera.

Molte saranno per te, che mi hai fatto da confidente, mamma e sorella per i mesi più profumati della mia vita; e qualcuna anche per te, che hai toccato la mia anima con mani gelide e tremanti.

Mi metterò il mio vestito preferito, quello dei sorrisi alcolici e delle gambe fredde. E quella cintura che adoro: cupa e splendente ad avvolgermi la vita che stringe.

Mi profumerò la pelle di mandorle, i capelli di sole e tutto intorno il colore morbido e terribile del mare arrabbiato di sera.

La luce non serve: i miei occhi saranno l’ultima cosa che vedrai.

Lo scorrere croccante dell’acqua poco lontano accompagnerà le mie dita. La nebbia umida velerà i confini intorno e lo specchio: io resisterò all’istinto di cancellarla, e mi troverò bella con i tratti indefiniti.

Qualcosa di metallico rifletterà un attimo la luce artificiale della stanza: mi vedo sorridere, trattenere le lacrime, scacciare le facce e i suoni che mi si accalcheranno in mente.

Visione poetica di una me che non sarà e che ricorderò stringendo le mani attorno al freddo del lavandino.

Poi i suoni si ovatteranno: l’acqua mi mangerà i piedi e mi invadrà il corpo.

Mi bagnerò le labbra e godrò dell’idea del loro rosso pastoso che si farà lucido.

La mia pelle sembrerà di zucchero e di luce, e bianca per indicarmi meglio la strada.

E quando il mio calore si confonderà con quello trasparente intorno, chiuderò gli occhi e sentirò ogni pezzo di me tornare al suo posto.

Diventerò aria, acqua, notte. E tu non dovrai fare altro che cercarmi in ciò che ti fa vivo.

1 note   -  16 August 2011

marcio.

IL COME.

E dimmi come si fa a non smettere di amare.

Dimmi dove posso ritrovare i battiti e i respiri, dimmi quando i tuoi occhi sono cambiati per i miei.

Riportami lì e spiegami la strada cosicché io possa sbagliare ancora.

Cancella le domande e i dubbi, costruisci per me nuovi orizzonti.

Ed entrami dentro come sapevi fare una volta per riportare l’odore di te, l’odore di noi, in questo mio deserto arido di luci.

Ti sto dicendo di tentare.

Ma dovrei dirti di lasciar perdere.

4 notes   -  13 August 2011

128.

Odiarti è stato facile.

Dimenticarti ancora di più.

Perdonarmi, invece, sarà impossibile.

  -  12 August 2011

VIVAIO.

Ho pensato a te spesso solo dopo che te ne sei andato.

Avevi troppa vita dietro perché io potessi vederti, prima.

La ragazzina incosciente, l’estate fredda di notte, le luci gialle e l’uomo schizzato: un contatto divertito, inaspettato, violento.

Giorni. Poi tu e il caos folle di non so quanti decibel: mani strette, polsi ossuti e io che non avevo capito niente.

Te ne sei andato in mezzo a fiori e alberi da frutto.

E ancora io non ho capito.

1 note   -  4 August 2011

3
grey afternoon.

18.

Ritorno indietro a quando l’incoscienza famelica dei miei pochi anni, mi spingeva in strade buie che odoravano di acido.

Quando per il compleanno si regalavano polvere e mandibole rotte.

Quando i tuoi occhi strani mi incuriosivano invece che spaventarmi e la tua voce lenta diventava sopportabile solo alla luce della luna più buia.

Odiavo le tue mani sudate e le tue intenzioni tediose, la dipendenza stupida che sembravi avere da tutto ciò che era facile e cattivo: come me.

Allontanavo il tuo pensiero con sapori dolci e la tua presenza con scuse lucide.

Ricordo ancora quel prato secco d’acqua e di bellezza dove tutto ciò che mi lasciasti fu pena. Di te.

Il tuo corpo rachitico e la tua mente stupida erano la punizione ideale per quell’essere complesso e fastidioso che tanto odiavo: me.

E poi quella parentesi vuota si chiuse esattamente dove doveva: nel tuo letto di ospedale.

Non ricordavi il mio nome: sorrisi. Ci sarei riuscita anche io.

1 note   -  31 July 2011

1
scorre. a prescindere da te e da me, scorre.

IN ULTIMO

Scavo profondo alla ricerca di un po’ di quella rabbia che mi avresti lasciato.

Trovo solo cumuli di parole vuote che non riesco più a usare; e del tempo: quello che ti ho dato e che non voglio indietro.

1 note   -  31 July 2011

6
Prima di te.

AUTUNNO IN ANTICIPO.

Se scrivessi adesso, scriverei di delusione.

Delusione per un reale che nasconde vuoto e pochezza sotto strati di bella pittura lucida e di bassa qualità.

A te ferirebbe questa delusione, che invece a me lascia solo una sorridente amarezza.

1 note   -  24 July 2011


Grimes - Vanessa

me l’hanno sbattuta in faccia in un giorno senza colori e dal sapore amaro come non ne ricordavo da tempo. forse a dirmi che sono, comunque vada. Grazie.

  -  21 July 2011

3
dopo tutto.

FREDDO.

Quando mi immagino le cose belle io, me le immagino d’inverno.

Immagino il buio che scende inaspettato a celare le nostri mani fredde intrecciate, i lampioni accesi che cambiano il colore dei tuoi occhi, la necessità urgente.

Immagino guanti spaiati, il tuo naso gelato contro le mie guance rosse e burrocacao.

Immagino abiti pesanti e tocchi leggeri, vedo strati e poi cumuli per rivelare diversi modi di noi e la pelle bianca.

Immagino la pioggia improvvisa, i sorrisi timidi e gli istinti dolorosi.

Immagino di vedere il tuo respiro, di sentirti ridere e di domandarmi con paura eccitata se ho letto bene i tuoi occhi.

Sogno di passi che risuonano veloci in strade deserte, di silenzi disperati e di capelli in faccia.

Immagino l’oscurità morbida e solo le mani per vederti.

Immagino il calore artificiale e un tempo che non scorre, e i nostri piedi nudi sul pavimento ostile, il languore denso, la frenesia folle.

Immagino di sentirti muovere, sogno di guardarti dormire.

3 notes   -  15 July 2011

7
shower 1



Theme Chunk 5, by Max davis.